Vincenzo Borruso

Tipologia Fondo
Data cronica
1955-2010

Tipologia

Fondo

Contenuto

Il fondo è composto da appunti, corrispondenza, bozze per pubblicazioni, materiali a stampa, pubblicazioni, documenti contabili, tabelle, letteratura grigia.

Consistenza rilevata

Consistenza (testo libero)
91 fascicoli, 4 manifesti e 8 pubblicazioni

Storia istituzionale/Biografia

Vincenzo Borruso (Bisacquino, 28 novembre 1927 - 9 marzo 2019) è stato una personalità poliedrica: medico specialista in igiene, esperto di educazione sanitaria, alimentazione e società, giornalista e scrittore. Ha evidenziato le gravi carenze dell'organizzazione sanitaria in Sicilia e ha fondato alcune delle più significative associazioni di volontariato siciliane. È stato fra i creatori e animatori dei primi consultori familiari e, con una schiera di collaboratori, ha dato vita a una rete di Università popolari per anziani in Sicilia nella seconda parte della sua vita. Ha anche contribuito alla fondazione e assunto la direzione del Centro di educazione sanitaria e alimentare di Partinico (1965-1968). Pioniere nell'educazione alla contraccezione e all'interruzione volontaria della gravidanza, ha scritto un testo sull'aborto clandestino dal titolo Pratiche abortive e controllo delle nascite in Sicilia (Libri siciliani, 1966) che, per la prima volta, ricostruisce la piaga sociale dell’aborto clandestino in Sicilia. Ha lavorato come ispettore sanitario regionale e ha militato tra i socialisti siciliani, fondando e dirigendo numerose testate giornalistiche e collaborando con la Rai e i quotidiani siciliani. In ambito scientifico ha approfondito temi di sociologia applicata, di organizzazione sanitaria e programmazione ospedaliera.

Dopo aver conseguito il diploma di insegnante elementare (1944 ) e quello di maturità scientifica (1946), si iscrive alla facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Palermo, dedicandosi, allo stesso tempo, all'insegnamento nelle scuole elementari di Palermo. Nel 1958 si laurea in medicina e chirurgia, abbandona l'insegnamento e inizia a dedicarsi alla professione medica e all'approfondimento della propria preparazione: dal 1956 al 1960 fu prima interno e poi specializzando presso la Clinica chirurgica dell'Università di Palermo, dedicandosi soprattutto a ricerche di laboratorio applicate alla clinica; dal 1959 al 1960 presta servizio, in qualità di assistente, presso l'ospedale circoscrizionale di Termini Imerese (PA); nel 1960 consegue il diploma di specializzazione in anestesiologia, igiene e medicina preventiva e nel 1970 quello in igiene. Durante gli anni universitari aderisce all’Ugi (Unione goliardica italiana), organizzazione laica, di cui sarà anche presidente dell’associazione palermitana (Agip). Nel 1956 si iscrive al Partito socialista, aderendo alla corrente di sinistra guidata da Riccardo Lombardi.
Dalla sua laurea (1958) al 1963 esercita come libero professionista e come medico mutualista con ambulatorio in uno dei quartieri più depressi della città di Palermo.

Nel 1954 conosce Danilo Dolci - sociologo, educatore e attivista della non violenza, trasferitosi in Sicilia con l’obiettivo di farsi carico di un progetto politico ed educativo di riscatto delle popolazioni del sud - e da quel momento inizia la sua esperienza come volontario a Borgo di Dio, la prima struttura costruita da Dolci e dai suoi collaboratori nel paese di Trappeto (Palermo). Dalla fine del 1961 al 1965 Borruso è responsabile del Settore sanitario del Centro studi e iniziative per la piena occupazione di Partinico, una delle sezioni del Centro studi di Danilo Dolci. Dal 1965 al 1968 la sezione si trasformerà, con la nuova denominazione di Centro di educazione sanitaria e alimentare della popolazione, in associazione autonoma.

Nel 1964 Borruso si trasferisce temporaneamente in Svezia, grazie al sostegno del Comitato pro Danilo Dolci di Stoccolma, per studiare l’organizzazione sanitaria svedese nella speranza di mutuare alcune soluzioni per la realtà siciliana. Lavora, così, in un ospedale pediatrico della capitale e collabora con la Facoltà di Medicina di Stoccolma. Al suo ritorno in Sicilia, viene nominato nel Consiglio di amministrazione dell’ospedale Civico di Palermo.
Nel 1965 fonda e dirige il Centro di educazione sanitaria ed alimentare a Partinico, sopracitato. L’obiettivo del Centro è quello di promuovere l'educazione sanitaria e alimentare della popolazione locale attraverso programmi di controllo delle nascite, educazione alimentare e supporto alle mamme e ai nuovi nati. Con il supporto di collaboratori sia locali che internazionali (molti volontari provengono dalla Svezia), Borruso implementa le campagne vaccinali sul territorio, programmi di educazione alimentare infantile per le giovani mamme, di educazione all’igiene e di pianificazione familiare. Il centro diviene rapidamente un punto di riferimento per la comunità, offrendo assistenza medica e supporto educativo. Borruso e il suo team avviano una campionatura di mamme e nuovi nati, fornendo loro farmaci e prodotti per l'infanzia, e lanciando programmi di controllo delle nascite supportati anche da organizzazioni di volontariato svedesi come la NTO.
Nel 1967, per la campagna di vaccinazione antitubercolare realizzata a Partinico, Borruso viene premiato con la medaglia d’argento Carlo Forlanini assegnata dalla Federazione italiana contro la tubercolosi. Infermiere collaboratrici provenienti da tutta Europa contribuirono alle attività del Centro, portando competenze e risorse preziose. Nel 1968, tuttavia, il centro sarà costretto a chiudere a causa di difficoltà finanziarie e politiche. Nonostante ciò, l'eredità del Centro sperimentale di educazione sanitaria e alimentare continuò a vivere attraverso le iniziative successive di Borruso.
Nel 1970, apre un nuovo centro a Palermo, in via Judica al Capo, poverissimo quartiere del centro storico, dove promuove l'educazione contraccettiva, fornisce assistenza sanitaria alle mamme e un doposcuola per i bambini del quartiere gestito dalle maestre volontarie Antonina Borruso Valvo e Michela Torina.

Dal 1968 Borruso lavora come medico presso l'Istituto Nazionale Assistenza Malattie-INAM il quale, dopo il 1978, sarà assorbito dall'assessorato regionale alla Salute ricoprendo ruoli dirigenziali, occupandosi della programmazione e nel funzionamento dei servizi sanitari di base, dell'organizzazione dei consultori familiari e nei corsi di preparazione del loro personale, della programmazione di una rete regionale di Guardie mediche e della riorganizzazione e dirigenza dell'Osservatorio epidemiologico regionale.
Pioniere nella costituzione dei primi consultori familiari in Sicilia, Borruso matura questa sensibilità grazie all’incontro, avvenuto nel 1961, con Rosita Lanza di Scalea che lo coinvolge nell’istituzione e gestione del primo consultorio familiare privato a Palermo, in via Villafranca 29. Da qui il suo impegno per combattere l’aborto clandestino e diffondere una cultura della contraccezione, da cui prende corpo il volume già menzionato (Pratiche abortive e controllo delle nascite in Sicilia, Libri siciliani, 1966). Nel 1969 diviene vice-presidente nazionale (presidente Simone Gatto) di una organizzazione laica denominata UICEMP (Unione italiana per l’educazione matrimoniale e pre-matrimoniale).
Negli anni '70 fonda la rivista Educazione e medicina. La rivista rispondeva a un'esigenza di approfondimento sui temi di educazione sanitaria con una vocazione fortemente interdisciplinare (vi collaboravano studiosi provenienti da disparati ambiti di studio e ricerca), in collaborazione con un'associazione popolare svedese NTO-National Templar Orden che promuoveva iniziative assistenziali e culturali nei paesi meno sviluppati. La rivista si diffonde in Italia e nei Paesi scandinavi.
Nel 1974 diviene presidente dell'AIEMP (
Associazione per l'igiene e l'educazione matrimoniale e pre-matrimoniale).
Nel 1975, dopo l’approvazione della legge nazionale sui consultori (legge n. 405/29 luglio 1975), elabora con Simone Gatto una proposta di legge regionale (approvata nel 1978) relativa alla costituzione dei primi consultori siciliani e alla formazione e aggiornamento degli operatori.
Nel 1974 contribuisce alla fondazione della prima associazione di medullolesi in Italia – Asms (Associazione Siciliana Medullolesi Spinali) – premiata nel 2007 con medaglia d’oro dal Presidente della Repubblica. Con l’associazione intraprende una lunga e dura lotta per la creazione in Sicilia di servizi adeguati fino ad ottenere la ristrutturazione di Villa delle Ginestre, un centro specializzato nella riabilitazione funzionale per pazienti con lesioni midollari e altre disabilità complesse. Risale a questa stagione di impegno il volume Vite difficili. Storie di paraplegici siciliani (Ila palma, Roma: edizioni associate, 1994).
Negli anni Novanta milita nell’ambito del sindacato SPI (Sindacato Pensionati Italiani) della CGL e diventa coordinatore delle Università popolari siciliane aderenti all’AUSER (Associazione per l’Autogestione dei servizi). Componente del direttivo nazionale dell’AUSER, ricopre la carica di vice presidente dell’AUPTEL, l’Associazione nazionale delle università popolari per la terza età, fino alla fine degli anni Novanta.

Dal 2004 dirige la rivista Mondo solidale, rivista del Centro di servizi per il volontariato di Palermo.

Il 28 novembre del 2017 gli viene conferita la cittadinanza onoraria dal Comune di Piazza Armerina (Enna) per il suo impegno socio-sanitario e per la costituzione nell’ambito del medesimo comune di un Segretariato sociale per minori, anziani e persone con disagi psicofisici.
Muore nel 2019.

Storia archivistica

Le carte sono pervenute nel 2023 in 5 scatole di diverso formato e 12 faldoni in buono stato di conservazione.
Da una prima analisi e studio sono emersi i tre soggetti produttori: Vincenzo Borruso, maestro, medico, educatore, Centro studi e iniziative per la piena occupazione e Centro sperimentale di educazione sanitaria e alimentare.
Nonostante le notevoli lacune i tre corpus  documentali restituiscono le attività, il pensiero e le azioni concrete di uomini e donne che con coraggio hanno operato in un territorio difficile come la Sicilia del dopoguerra.

Modalità di acquisizione

Donazione da parte di Francesca Borruso (2023).

Criteri di ordinamento

L'ordinamento è conologico.

Struttura

Il fondo Vincenzo Borruso è organizzato in 9 serie:
1. Scritti
2. Corrispondenza
3. Dossier
4. Formazione
5. Militanza giovanile
6. Attività politica nel Partito socialista
7. Raccolta di documenti di interesse
8. Locandine
9 Pubblicazioni

Il subfondo Centro studi e iniziative per la piena occupazione è organizzato in 3 serie:
1. Verbali e corrispondenza
2. Relazioni di programmazione
3. Altri dossier

Il subfondo Centro sperimentale di educazione sanitaria e alimentare è organizzato in 4 serie:
1. Documenti fondativi e verbali
2. Atti e corrispondenza 
3. Programmazione economica delle attività
4. Letteratura grigia

Stato di conservazione

Stato
ottimo

Riproduzioni e copyright

E' d'obbligo richiedere l'autorizzazione al direttore del Museo per le pubblicazioni di documenti e fotografie.

Consultabilità

Libera ai sensi della normativa archivistica nazionale e della legislazione in materia di tutela dei dati personali.

Strumenti di ricerca

L'inventario è a cura di Stella Zambonini e Nicoletta Valente (Memoria srl). Determinante è stato l'apporto di Francesca Borruso.
Il lavoro è stato ultimato nel marzo 2025.

Bibliografia

  • Borruso, Vincenzo, Dolci Danilo et alii, Fare presto e bene perché si muore, Luxograph, Palermo, 1954.
  • Borruso, Vincenzo, Pratiche abortive e controllo delle nascite in Sicilia, Libri Siciliani, 1966.
  • Borruso, Vincenzo, Abortire in Italia, ILA Palma, 1982.
  • Borruso, Vincenzo, Il consultorio nella realtà siciliana, ILA Palma, 1984.
  • Borruso, Vincenzo, La formazione difficile, ILA Palma, 1985.
  • Borruso, Vincenzo, Vite difficili, ILA Palma, 1994.
  • Borruso, Vincenzo, Le magare "muradas”, ILA Palma, 1995.
  • Borruso, Vincenzo, La malattia tra inganni ed illusioni, Sellerio, 2001.
  • Borruso, Vincenzo, Il sesso disabile , ILA Palma, 2002.
  • Borruso, Vincenzo, Alle radici della 1954/78, ILA Palma, 2006.
  • Borruso, Vincenzo, Alimentazione e tradizioni popolari in Sicilia , ILA Palma, 2006.
  • Schirripa, Vincenzo, Borgo di Dio: la Sicilia di Danilo Dolci (1952-1956), Franco Angeli, Milano, 2010.
  • Borruso, Vincenzo, La donna sorvegliata e punita , ILA Palma, 2011.
  • Borruso, Vincenzo, La dieta mediterranea , Navarra, 2013.
  • Borruso, Vincenzo, Fecondazione assistita , Navarra, 2015.
  • Benelli, Caterina, Danilo Dolci tra maieutica ed emancipazione. Memoria a più voci, ETS, Pisa, 2015.
  • Borruso, Vincenzo, Medicina, salute e volontariato. Dall'esperienza con Danilo Dolci in Sicilia all'impegno politico e professionale per l'educazione sanitaria e demografica, NullaDie edizioni, 2016.
  • Borruso, Vincenzo, L'aborto illegale, lo abbiamo sconfitto?, NullaDie edizioni, 2017.
  • Borruso, Francesca, Per una pedagogia della cooperazione: un centro di Educazione Sanitaria e Alimentare nella Sicilia degli anni Sessanta, «I problemi della pedagogia», n. 2/2024, pp. 297-308.
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Link esterni

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Bibliografia/Fonte

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