Centro sperimentale di educazione sanitaria e alimentare
- 1965-1972
Tipologia
- Subfondo
Consistenza rilevata
- Consistenza (testo libero)
- 19 fascicoli
Storia istituzionale/Biografia
Negli anni '60, la Sicilia deve affrontare gravi sfide sanitarie e sociali, specialmente nelle comunità rurali come Partinico. In questo contesto, Vincenzo Borruso, medico appassionato di igiene e salute pubblica, decide di fondare un Centro per migliorare l'educazione sanitaria e alimentare delle famiglie locali e promuovere pratiche di controllo delle nascite, tematiche allora tabù in molte parti d'Italia.
Nel 1965, il settore sanitario del Centro studi di Danilo Dolci si trasforma nel Centro sperimentale di educazione sanitaria e alimentare (CSESAP), fondato da Borruso e altri collaboratori a Partinico. Finanziato dall'Organizzazione di volontariato svedese NTO (National Templar Orden), il Centro disponeva di un locale per le visite e di un saloncino per incontri con madri o future madri sui temi della cura e dell'alimentazione infantile e della contraccezione. Si avviano anche campagne di vaccinazione antitubercolare per bambini, previo consenso dei genitori, non ancora obbligatorie in Italia.
Il CSESAP intendeva fornire gratuitamente assistenza sanitaria con la distribuzione di farmaci alle popolazioni indigenti della Sicilia occidentale, promuovendo una cultura della prevenzione sanitaria tramite programmi di controllo delle nascite, educazione alimentare e supporto a mamme e neonati. L’impegno educativo è il punto centrale, come evidenziato dalla denominazione associativa.
Con il supporto di collaboratori locali e internazionali, Borruso propone programmi innovativi per educare le mamme sulla nutrizione infantile, l'igiene e le tecniche di pianificazione familiare. Il Centro diviene rapidamente un punto di riferimento per la comunità, offrendo assistenza medica e supporto educativo. Infermiere collaboratrici provenienti da tutta Europa collaborano alle attività del Centro, apportando competenze e risorse preziose.
Gli scopi del progetto, indicati nell'articolo 1 dello Statuto costitutivo, evidenziano due aspetti significativi già condivisi nell’esperienza con Dolci. In primo luogo, la centralità della dimensione educativa e delle attività necessarie sia per la diffusione delle informazioni sanitarie sia per lo sviluppo di una "coscienza igienico-sanitaria" che rendesse gli individui attivi nella prevenzione sanitaria, concetto ancora poco valorizzato in quegli anni. In secondo luogo, resta fondamentale il coinvolgimento della popolazione, non come semplice destinataria di un intervento tecnico-sanitario dall’alto, ma come parte attiva nella individuazione delle questioni e nelle strategie di intervento.
L’educazione sanitaria divenne parte integrante di un’educazione alla vita democratica, coinvolgendo dal basso individui e gruppi sociali. Una delle battaglie principali del Centro è l'educazione alla contraccezione per tutelare la salute femminile e combattere l'aborto clandestino, strumento ordinario di contraccezione per le popolazioni indigenti. Borruso promuove una cultura della maternità responsabile tramite incontri informativi e distribuzione della pillola, utilizzata a fini terapeutici ma ancora vietata come contraccettivo.
L'istituto opera con successo fino al 1968, quando, a causa del violento terremoto che si abbatte nella valle del Belice con la distruzione di diversi comuni siciliani e la morte di 296 persone, l’équipe sanitaria deve spostarsi nelle zone terremotate per portare aiuti alimentari e sanitari. Da quel momento, i finanziamenti, soprattutto da enti svedesi, iniziano a scarseggiare e il CSESAP chiuse alla fine del 1968. Tuttavia, l'eredità del centro continua attraverso le iniziative messe in atto successivamente da Borruso, che nel 1970 apre una nuova struttura a Palermo, in via Judica al Capo, per promuovere l'educazione contraccettiva e fornire assistenza sanitaria alle mamme.
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